Il nostro processo all’Ulisse di Dante

Questo video è la documentazione di un lavoro di improvvisazione e drammatizzazione svolto in classe durante le ore di letteratura.

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Il nostro dono per Giacomo Mazzariol

Dopo aver letto e analizzato il libro Mio fratello rincorre i dinosauri, abbiamo deciso di regalare all’autore un quaderno con tutte le nostre riflessioni. Ci siamo messi al lavoro tutti insieme per realizzare un dono speciale, in cui ciascuno potesse lasciare qualcosa di sé.

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Intervista a Roberto Piandani, ricercatore presso il CERN di Ginevra

INTERVISTA A ROBERTO PIANDANI

Il 20 febbraio scorso abbiamo avuto la possibilità di incontrare e intervistare Roberto Piandani, zio di un nostro compagno di classe, che è ricercatore presso il CERN di Ginevra. Gli abbiamo rivolto delle domande relative al suo impiego e alla Svizzera, Paese che avevamo appena studiato a Geografia.

Qual è il percorso che l’ha portato a lavorare al CERN?
Ho frequentato le scuole elementari “Garibaldi”, poi le medie “Pascoli”ed il liceo. A metà del quinto anno avrei voluto smettere di studiare, ma la mia insegnante mi consigliò di leggere un libro di divulgazione scientifica, dal titolo“I misteri del tempo”. Oggi faccio questa lavoro solo grazie a quel libro, che mi ha fatto scoprire che mi piacevano la matematica e la fisica, in particolare la meccanica quantistica, che è la sua parte più affascinante.
Al termine del quarto anno di università provai a fare domanda al CERN per un’esperienza estiva di studio con un mio amico (che in realtà avevo costretto io). Non era appassionato come me, ma il caso volle che fosse preso lui e non io. La mia professoressa però, vedendo la mia delusione, riuscì a mandarmi lo stesso, pagandomi le spese.
Dal 2005 ho iniziato a lavorare al CERN; ora alterno lunghi periodi di lavoro all’università di Pisa con periodi più brevi a Ginevra.

Che tipo di lavoro svolge al CERN?
Ho iniziato con l’analisi dati ed ora lavoro allo studio delle particelle elementari, raccogliendo tutte le informazioni dagli esperimenti effettuati.
Sono due i procedimenti che si possono attuare nel metodo scientifico: prima si effettua l’esperimento e poi si formula la teoria oppure, prima si studia la teoria, poi si procede con l’esperimento.

Qual è il progetto attuale?
Il progetto attuale è NA62 e serve a verificare la simmetria tra materia e antimateria, per esempio il Big Bang si è formato perché la materia è prevalsa sull’antimateria. Il progetto tenta anche di capire come la particella K⁺ si trasforma nelle particelle π⁺, U⁻, U⁻ e la probabilità che questo accada è di 0,0000000000781.

Può parlarci dell’acceleratore di particelle?
L’acceleratore di particelle è un tubo lungo 27 Km, che si trova a 100 m di profondità. Il suo scopo è quello di accelerare (aumentare velocità ed energia) le particelle, per poter ricreare le condizioni che portarono al Big Bang, creando nuove particelle e studiando le loro modifiche. Per ottenere questi risultati, nel campo magnetico la temperatura deve essere molto bassa (-270,3 C°).

Come fate a separare le varie particelle dell’atomo?
Per scomporre l’atomo ci possono essere due procedimenti: il primo meccanismo consiste nell’avvicinare un campo elettrico non magnetico, che attrae le particelle e fa separare i protoni dagli elettroni, o si causa la scissione dell’atomo, come avviene nel processo di fissione nucleare. Le reazioni nucleari si fermano assorbendo i neutroni con barre di carbonio.

Perché far incontrare due particelle?
Lo scopo è quello di far nascere delle nuove particelle che, una volta studiate, in futuro potrebbero diventare utili. Una delle nostre scoperte recenti è una nuova particella: il bosone di Higgs.

Crede che ci siano altri universi?
Diciamo di sì, poiché non esistono teorie e prove della loro non esistenza. E poi perché noi uomini dovremmo essere così egocentrici da dire che esistiamo solo noi?

Cosa si prova a fare questo lavoro?
È appassionante: al CERN ci sono persone che provengono da tutto il mondo, ma si è comunque uguali, sia il primo arrivato che chi ha più esperienza. Si comunica alla pari. Per parlare tra di noi usiamo l’inglese.

Chi finanzia il CERN?
Il CERN è finanziato da molti Stati membri dell’Unione Europea e da altri extraeuropei, come gli Stati Uniti e la Russia, che sono le superpotenze di ieri e di oggi.

Il CERN è un centro di ricerca ben organizzato?
Sì, è molto organizzato e c’è poca burocrazia; in questo si vede la componente svizzera (gli Svizzeri sono molto precisi).

Le piace la Svizzera?
Come Paese sì, perché mi piacciono le montagne e quel tipo di paesaggio; come Stato un po’ meno, poiché è molto caro e in generale le persone hanno una mentalità troppo precisa, rigida e poco elastica.

Come sono le vie di comunicazione svizzere?
Ci sono molti trasporti pubblici puntuali e precisi (contrariamente all’Italia), anche se viene consigliato l’uso della bicicletta. Strade e vie di comunicazione sono efficienti. Le multe vengono imposte in base al reddito familiare.

I lavoratori stranieri sono ben accolti?
Una volta sì, ora molto meno perché preferiscono assicurare il lavoro agli Svizzeri. I frontalieri sono visti di cattivo occhio perché vengono pagati molto e non pagano le costose tasse della Svizzera; sono presenti immigrati francesi, tedeschi e italiani.

È buono il cioccolato svizzero?
A me piace molto il cioccolato svizzero e devo dire che è l’unico cibo veramente buono dei cantoni vicini alla Francia. Tutti i cantoni sono influenzati dagli Stati più vicini e per questo Ginevra è influenzata dalla cucina francese, che a me non piace molto. Anche nei cibi si vede che la Svizzera è una società multietnica; qui per esempio si possono incontrare venditori di kebab, che sono arrivati prima che in Italia.

Quanto vale la moneta svizzera rispetto all’euro?
Una volta l’euro valeva 1,20 franchi svizzeri, ma ora hanno circa lo stesso valore.

Come si vive a Ginevra?

Non lo so, so soltanto che Ginevra è carissima, ad esempio una birra e una pizza costano intorno ai 30 euro. Noi preferiamo vivere in piccoli paesi della Francia al confine con la Svizzera.

Con quale mezzo si reca a Ginevra?
Una volta andavo a Ginevra con il treno e impiegavo dieci ore. Non volevo prendere l’aereo poiché avevo paura. Poi sono riuscito a vincere questo timore e ho iniziato a prendere l’aereo da Pisa. Ora impiego soltanto un’ora per raggiungere Ginevra.

                                                                                                                             La classe  2 C

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