foto-mostra-archeologia-biologica-1Tesori perduti da salvare: l’archeologia arborea.

Passeggiando a Montone per la Festa del Bosco, abbiamo incontrato una persona particolare con una insolita passione: l’archeologia arborea. Ma che cos’è l’archeologia arborea? Lo chiediamo proprio a lei, Isabella Dalla Ragione che, con un sorriso, risponde alle nostre domande:

“L’archeologia arborea si chiama così perché, come gli archeologi da un frammento ricostruiscono la vita di una civiltà, così noi, da un frutto, cerchiamo di ricostruire la storia del nostro territorio”.

Curiosi continuiamo: da quanti anni pratica questa ricerca? “40 anni fa, in un grande frutteto a Città di Castello, precisamente a San Lorenzo di Lerchi, il mio babbo ha cominciato a salvare antiche varietà di piante, importanti per generazioni di agricoltori: sono la nostra storia, le nostre radici, ma saranno anche il nostro futuro, poi io ho continuato la ricerca e la cura dei tesori che stavano scomparendo”.

È stato difficile? “Non sempre siamo arrivati in tempo a salvare le piante: spesso non c’erano più le persone che l’avevano coltivate, quindi sono venute a mancare le conoscenze. Per questo alcune varietà, pur conservate nella memoria, sono state perse in modo definitivo. La mostra Frutta d’arte nasce dal bisogno di cercare la storia di queste piante, non solo attraverso i testi, ma attraverso i dettagliati dipinti dei pittori del Rinascimento”.

Ma, concretamente, come salvate queste piante? “Per innesto, come facevano gli antichi Babilonesi: metto un pezzettino di pianta in un porta-innesto e me ne prendo cura seguendo con la lotta biologica, perché le antiche varietà sono più resistenti rispetto a quelle moderne, in quanto coltivate già 400 anni fa”.

Quanti tipi di piante avete salvato? “Circa 500 esemplari per 150 varietà, di cui la più antica è la pera, ma ancora siamo alla ricerca di Tesori perduti”.

Così, noi ragazzi della 1M, ci siamo messi alla ricerca di tesori da salvare nel territorio di cui siamo custodi e responsabili. Quello che abbiamo scoperto ci ha lasciati a bocca aperta: frutti che noi ancora riusciamo a trovare nelle nostre campagne, come le nespole, le giuggiole, le ciliegie bianche, le corniole, alcuni tipi di pere, mele, fichi… Stanno scomparendo!

Sono le leggi del consumismo che hanno fatto sparire tante specie animali e vegetali con la perdita della biodiversità. Noi cosa possiamo fare? Isabella dalla Ragione ci indica la strada: noi possiamo continuare a prenderci cura dei tesori che abbiamo e custodire le ricchezze del nostro pianeta.

 

I Ragazzi della 1 M seguiti e condotti dalla prof.essa Sara Borsi

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